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Imparate ad accogliere gli ospiti, nella cui persona si riconosce Cristo.
O che non sapete ancora che, tutte le volte che accogliete un cristiano, accogliete Cristo?
Non lo dice forse lui stesso: ero forestiero e mi avete accolto?
S. Agostino, Discorso 236,3

            

 

Nella Foresteria del Monastero, decorata dal panorama della bella vallata spoletina, accogliamo persone singole o gruppi, che desiderano fermarsi per condividere la nostra preghiera e l’approfondimento del cammino di fede e di vita spirituale.

Oggi, forse più di ieri, passano nuovi mendicanti di amore, in cerca di pace, consolazione e speranza. Come rispondere a queste attese? Come fare luce, dare speranza, amore a chi passa e bussa alla nostra porta?

S. Agostino vuole che i suoi Monasteri siano “un porto”, dove l’uomo possa trovare Dio e la sua pace, dove la spiritualità è condivisa e i tempi della preghiera liturgica sono vissuti insieme. Questo è il nostro vivere l’ecclesialità: un mettere a disposizione quello che siamo, quello che vorremmo essere, in uno scambio fraterno in cui viviamo la comunione nell’unica fede, in un’ansia comune di ricerca che crea unità.

Nel servizio alla Chiesa è l’amore che ci guida, è l’amore che ispira le nostre scelte, è l’amore che ci fa uscire da noi stessi per accogliere l’altro. A questo ci conduce S. Agostino: “Se la Chiesa richiederà i vostri servigi, non assumeteli per brama di salire in alto né rifiutateli spinti dal dolce far nulla, ma ubbidite con mitezza di cuore a Dio sottomettendovi con mansuetudine a Colui che vi dirige. Non vogliate neppure anteporre la vostra pace alle necessità della Chiesa; se nessuno tra i buoni volesse prestarle l’opera nel generare nuovi figli, nemmeno voi avreste trovato il modo di nascere alla vita spirituale” (Lettera 48,2).

Anche S. Chiara della Croce, nostra sorella e maestra di vita spirituale, rimane un polo d’attrazione per tanti che cercano nel suo cuore ‘segnato’ dalla passione per Cristo, conforto e pace per camminare più speditamente nella vita. Lei si fa compagna di vita, ancora oggi, per le persone che visitano il Monastero e il Santuario; in lei vedono il grande amore di Cristo per l’umanità.