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Tieni gli occhi fissi su Colui che ti guida e non guarderai indietro.
Colui che ti guida cammina dinanzi a te.
S. Agostino, Esposizione sul Salmo 75,16

       

 

Monastero Agostiniano di S. Cristiana in S. Croce sull’Arno
Priorato Dipendente
dal Monastero di S. Chiara della Croce in Montefalco

 

Priorato

In questi ultimi anni, la crisi della Vita Religiosa, le difficoltà all’interno del Monastero Agostiniano di S. Croce sull'Arno, hanno provato la Comunità di S. Cristiana riducendo il numero delle Sorelle e quindi il bisogno di chiedere un aiuto, necessario per continuare una presenza significativa.
Così nel VII° Anno Centenario della morte della B. Cristiana da S. Croce sull'Arno (1310-2010) è nata la collaborazione con il Monastero di S. Chiara da Montefalco che è sfociata in una “Unione” che la Santa Sede ha approvato il 17 luglio 2010 con la forma di un Priorato dipendente dal Monastero di S. Chiara da Montefalco.
L’esperienza che abbiamo vissuto dando aiuto alla Comunità ha consentito a non chiudere il Monastero di lunga tradizione agostiniana. La positività dell’esperienza, il clima di amicizia, di unità e di comunione creatosi, i rapporti di profonda stima e affetto stabilitisi anche con il numeroso laicato che gravita intorno al Monastero di Santa Croce, e quindi la possibilità di intensificare la collaborazione per una testimonianza viva e credibile del carisma agostiniano, hanno fatto così rinascere la Comunità.
Oggi possiamo dire, con l’inserimento di due sorelle della Comunità di Montefalco e l’alternarsi di altre sorelle per brevi periodi, si è potuto riprendere lo stile di vita fraterno, scandito dal ritmo della preghiera liturgica condivisa, e di aver recuperato e arricchito il rapporto con la Chiesa locale mettendo a disposizione il nostro specifico stile di vita: la preghiera comune, gli  spazi fraterni per l’ospitalità e la condivisione per l’approfondimento spirituale e la ricerca di Dio.

 

Storia

Il Monastero Agostiniano di S. Croce sull’Arno, vicino a Pisa, è nato dalla volontà della Beata Cristiana Menabuoi, che lo iniziò come reclusorio nel 1279. Quindici anni dopo, nel gennaio 1294, fu trasformato in Monastero. Come Chiara da Montefalco, anche Cristiana realizzò con successo lo stesso ideale di vita religiosa.
La Beata Cristiana nacque a S. Croce sull’Arno da famiglia di umili origini. Rimasta orfana, per sfuggire alle pressioni dei fratelli che volevano accasarla contro la sua volontà si trasferì prima a Lucca e poi a Roma, servendo come domestica. Fu proprio durante il suo soggiorno romano che, per gli esempi di carità venne chiamata dal popolo "Cristiana", nome rimastole poi per sempre.
Recatasi in pellegrinaggio ad Assisi “il Signore le mostrò in visione una casa edificata in un luogo e in un modo, in cui poi lei fece costruire il Monastero di S. Croce”. Verso il 1277 ritornò nel paese natale e incominciò a mettere in pratica il suo ideale di vita religiosa. Altre giovani seguirono il suo esempio desiderando condurre una vita dedicata al servizio di Dio.
Su sua richiesta, il 31 ottobre del 1279 l’amministrazione comunale di S. Croce sull’Arno le concesse una casa “nella quale potessero vivere lei e le altre che le si unissero nel servizio del Signore”. Inizialmente questo romitorio, come tutti i reclusori del tempo, non era agostiniano. Su base documentaria, il passaggio compiuto all’Ordine Agostiniano è attestato da una lettera del vescovo P. Porcari (23 gennaio 1294), indirizzata «alla Badessa e al Convento delle Monache dei Santi Maria Novella e Michele di Santa Croce dell’Ordine di Sant’Agostino». La piena appartenenza all’Ordine Agostiniano è confermata nel 1295 dal nuovo Superiore Generale degli Agostiniani, Simone da Pistoia, il quale a Siena dichiarava che rendeva partecipi dei beni spirituali dell’Ordine “l’Abbadessa e la comunità del Monastero di S. Maria Novella del Castello di S. Croce” per l’affetto, che avevano dimostrato verso l’Ordine Agostiniano, “come abbiamo saputo dalla relazione dei nostri religiosi”.
Accolta la Regola, Cristiana e le sue sorelle, furono impegnate nella redazione delle nuove Costituzioni del Monastero alla cui redazione contribuirono gli Agostiniani vicini, come attesta la dipendenza del testo normativo dalle Costituzioni agostiniane di Ratisbona.
La presenza di Cristiana e del Monastero, in S. Croce e nel territorio, fu sempre straordinariamente viva e ricca di bene e carità. Non esitò ad uscire dal reclusorio per varcare audacemente la porta del Palazzo Comunale in cui era riunito il Consiglio, ed esortare e supplicare alla pace, evitando azioni bellicose. Attenta ai bisogni spirituali ed anche materiali della sua gente aprì in tempo di carestia il Monastero perché anche dall’orto, che miracolosamente moltiplicò le fave lì seminate, la povera gente potesse sfamarsi.
Cristiana, dopo una vita tutta donata alla Comunità e alla sua gente, in parole ed opere, morì a Santa Croce sull’Arno il 4 gennaio 1310 dopo tre anni di infermità sopportando tutto con gioia nella preghiera quotidiana e ricordando alle sue sorelle che “non può cogliere le rose chi teme le spine; né gustare il miele chi teme i pungiglioni delle api”.  Il suo culto fu confermato il 15 giugno 1776.

Le varie difficoltà della vita del Monastero vennero superate nel 1311 quando il Cardinale Giacomo Colonna, grande ammiratore delle virtù di S. Chiara da Montefalco e Oblato del Monastero di Montefalco, le prese sotto la sua protezione. Dalla fine del XVIII secolo iniziarono soppressioni e ostilità verso le religiose da parte del potere secolare e civile, sempre superate con fede e sacrificio fino a dare vita nel 1838 a un Centro di Istruzione per fanciulle, il primo in tutto il territorio di S. Croce. Nasce la scuola di infanzia, elementare e doposcuola insieme a corsi di musica e inglese, durata fino al 1966 con riconoscenza da parte di tutta la popolazione, preparando tante generazioni di Santacrocesi.